Pronomi personali (Pronombres personales en italiano)

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Pronombres personales en italiano (Texto en italiano)

I pronomi personali indicano le diverse persone che intervengono in un processo comunicativo.

In particolare indicano:

• la persona che parla (prima persona);

• la persona a cui si parla ( seconda persona);

• la persona, animale o cosa di cui si parla (terza persona).

Sono variabili nel numero e, limitatamente alla terza persona singolare e plurale, anche nel genere.

Le loro forme si differenziano in rapporto alla funzione che svolgono nella frase:

• quando sono usati come soggetto hanno una sola forma:

io, tu, egli, esso, ella, essa, noi, voi, essi, esse;

• quando sono usati come complemento hanno due forme diverse:

1. forme toniche o forti, come me, te, sé, lui;

2. forme atone o deboli (in questo caso si appoggiano per la pronuncia al verbo che le precede o le segue) come gli, le, ne, mi, ti, si, li, vi.

Le forme atone possono precedere il verbo oppure unirsi ad esso formando un’unica parola.

Esempi:

A me interessa seguire quel corso.

Mi interessa seguire quel corso.

Le dirò quanto la stimo.

Intendo dirle quanto la stimo.

I pronomi personali possono essere usati anche in forma riflessiva, quando l’azione compiuta dal verbo ricade sul soggetto stesso che la compie.

Esempi:

Tu ti vesti (tu vesti te stesso).

io mi pettino (io pettino me stesso).

Ecco un quadro sintetico delle diverse forme.

Forma

in funzione di soggetto

in funzione di complemento

   

forma forte

forma debole

prima pers. sing.

io

me

mi

seconda pers. sing.

tu

te

ti

terza pers. sing. masch.

egli, esso

lui, sé

lo, gli, ne, si

terza pers. sing. femm.

ella, essa

lei, sé

la, le, ne, si

prima pers. plur.

noi

noi

ci

seconda pers. plur.

voi

voi

vi

terza pers. plur. masch.

essi

essi, loro, sé

li, ne, si

terza pers. plur. femm.

esse

esse, loro, sé

le, ne, si

Il pronome personale soggetto viene di solito omesso in quanto l’identificazione della persona è affidata alla desinenza verbale.

Es.: E’ molto tardi, [io] devo andare.

Il soggetto si trova espresso quando la voce verbale potrebbe determinare ambiguità; ad esempio nella frase: “Credo che abbia ragione”, il verbo “potrebbe” essere tanto di seconda quanto di terza persona. Se ci si vuole riferire alla seconda persona, è indispensabile inserire il pronome personale tu: “Credo che tu abbia ragione”.

La presenza del pronome personale serve inoltre a dare un particolare rilievo al soggetto:

Ad es. nella frase: “E’ molto tardi, io devo andare”, la presenza del pronome personale di prima persona indica la volontà di separare il comportamento di chi parla da quello degli altri, come se si dicesse: “E’ molto tardi, io devo andare [voi potete restare]”.

I pronomi tu, lei, voi, quando si usano per rivolgersi a una persona, oralmente o per scritto, si dicono allocutivi. In particolare il pronome lei, usato per interloquire con le persone di riguardo, viene detto pronome di cortesia; quando la persona a cui ci si rivolge è un uomo, il pronome lei deve essere concordato al maschile. 

Es. Signor presidente, siamo onorati che lei sia venuto al nostro convegno!

Il pronome personale di prima persona singolare io deriva dal pronome latino ego (= io).

I pronomi personali soggetto

I pronomi di terza persona egli, lui, ella, lei si usano solo per indicare persone; esso, essa, essi, esse si possono riferire a persone, animali e cose; loro si riferisce sempre a persone.

Nell’uso attuale della lingua si tende a ridurre il numero delle forme del pronome di terza persona; il pronome soggetto ella è ormai di uso solo letterario, ed è sostituito normalmente da essa; è sempre più frequente anche l’uso come soggetto delle forme lui e lei, loro al posto di egli, essa, essi.

I pronomi personali soggetto io, tu, egli, ella, essi, esse, sono sostituiti dalle forme di pronomi complemento me, te, lui, lei, loro nei seguenti casi:

• quando sono in funzione di predicato

Esempi:

Se non fosse lei, direi che la sua decisione è incomprensibile.

Quando sorride, tua sorella sembra te.

Per la prima e seconda persona tuttavia si usano i pronomi soggetto io e tu quando c’è identità di persona tra il soggetto e il predicato.

Esempi:

Ti assicuro che sono stato io.

Da come ti sei comportato, non sembri tu.

Questa norma non si applica in presenza dell’aggettivo dimostrativo stesso.

Es. Cerca di essere te stesso.

• quando sono introdotti da come e quanto; in questo caso formano il termine di confronto:

Es. Vorrei che tutti fossero riconoscenti come te.

• in particolari forme di esclamazione prive di verbo

Es. Contenti loro!

• con alcune costruzioni col gerundio (solo alla terza persona) o col participio passato

Esempi:

Avendo lui rifiutato, offriamo a te questo lavoro.

Morto lui, la famiglia si sfaldò.

I pronomi personali soggetto di terza persona egli, ella, essi, esse sono sostituiti dalle forme di pronomi complemento lui, lei, loro nei seguenti casi:

• quando il pronome soggetto segue il verbo

Es. La partita si è risolta quando è entrato in campo lui.

• quando si vuole dare un particolare risalto al soggetto

Es.: Sono tranquillo: loro verranno.

• quando il pronome soggetto è preceduto da anche, neanche, nemmeno, neppure, pure, proprio

Esempi:

Nemmeno lui saprebbe trovare una soluzione.

Proprio loro erano le vittime di quell’incidente.

I pronomi personali complemento

Sono i pronomi personali che si usano in funzione di complemento oggetto, di complemento di termine o di altro complemento indiretto.

Per questi pronomi la scelta tra forme forti e forme deboli è discrezionale quando svolgano la funzione di complemento oggetto o di complemento di termine.

La forma forte, in genere, accentua il rilievo del pronome nella frase.

Esempi:

Ti dirò che cosa ho visto.

Dirò a te che cosa ho visto.

L’ ho riconosciuto dopo tanti anni.

Ho riconosciuto lui dopo tanti anni.

Per tutti i complementi introdotti da una preposizione è invece obbligatorio l’uso delle forme forti del pronome:

Esempi:

Verrò con te.

Non possiamo stare senza di loro.

Prenderò questo regalo per lei.

Nella terza persona, le forme forti lui, lei, loro si usano in riferimento a persona diversa dal soggetto; si usa sé quando la persona a cui il pronome si riferisce coincide con il soggetto:

Esempi:

Discuteremo con lui dell’intera questione.

Partì portando con sé ogni suo avere.

Il pronome gli deve essere usato solo nel significato di “a lui”; tuttavia attualmente è ammesso il suo uso al posto di “a loro”, mentre la sua utilizzazione al posto di ‘a lei’ è sempre scorretta.

Esempi:

Ho incontrato Fausto e gli ho riferito quanto mi avevi detto (forma corretta);

Ho incontrato Marina e le ho riferito quanto mi avevi detto (forma corretta);

Ho incontrato Marina e gli ho riferito quanto mi avevi detto. (forma errata);

Ho incontrato Marina e Fausto e gli ho riferito quanto mi avevi detto. (forma accettata).

Molte forme deboli dei pronomi personali sono usate in coppia; davanti a lo, la, le li, ne i pronomi mi, ti, ci, si, vi si modificano in me, te, se, ce, ve; il pronome gli assume la forma glie e si fonde in un’unica parola con il pronome che lo segue:

Esempi:

Ve lo ripeterò un’altra volta = Ripeterò a voi questa cosa un’altra volta.

Non posso nasconderglielo.

Le coppie di pronomi precedono in genere il verbo; lo seguono davanti a un imperativo, un gerundio, un participio, un infinito:

Esempi:

Non ci si raccapezzava più. Ripetimelo!

La doppia determinazione personale, o nominale e pronominale, è scorretta; non si possono cioè aggiungere pronomi personali senza una funzione sintattica.

Esempi:

A me mi consola il fatto che anche Francesco non è stato ammesso nella squadra (forma errata);

Mi consola il fatto che anche Francesco non è stato ammesso nella squadra (forma corretta);

A tuo padre non fargli sapere niente (forma errata);

Non far sapere niente a tuo padre (forma corretta).


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