Pronomi relativi

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I pronomi relativi svolgono contemporaneamente due funzioni: sostituire un elemento della frase che lo precede e collegare tra loro due proposizioni.

Es. Ho visto Marco che partiva per l’ufficio proprio in quell’istante.

Nel frase il pronome relativo che sostituisce la parola treno e collega in un unico periodo le due proposizioni:

a. Ho visto il treno;

b. Il treno partiva proprio in quell’istante.

I pronomi relativi sono tre: che, cui, il quale (la quale, i quali, le quali) e svolgono le seguenti funzioni:

• che: è invariabile ed equivale nel significato a il quale, la quale, i quali, le quali. Si colloca subito dopo il nome al quale si riferisce.

Può essere usato solo come soggetto o come complemento oggetto della proposizione che introduce. Quando è preceduto da una preposizione, è sostituito dalle forme il quale o cui:

Esempi:

Il ragazzo che (soggetto) entra è mio fratello.

Ho letto il libro che (complemento oggetto) mi hai prestato.

Ho controllato quel passo cui (=non è possibile in questo caso usare che) Marco faceva riferimento ieri.

Si considera invece corretto, anche se poco elegante, l’uso di che (al posto di in cui o nel quale) quando ha un valore temporale.

Es. La domenica è in giorno che (in cui, nel quale) mi alzo più tardi.

Preceduto da articolo determinativo, che può sostituire anche un’intera frase. In questo caso assume il significato di ‘la qual cosa’, ‘cosa che’.

Es. Giulio gli confesso che anche lui aveva trovato noioso il film, il che lo consolò molto.

• cui: è invariabile e può essere usato solo nella funzione di complemento indiretto. Per lo più è preceduto da una preposizione:

Esempi:

Lo scrittore, di cui si è parlato ieri, non è stato molto apprezzato dalla critica.

La guida, cui chiedemmo l’informazione, fu molto esauriente.

Quando si trova collocato tra l’articolo determinativo (o una preposizione articolata) e un nome, significa del quale, della quale, dei quali, delle quali.

Esempi:

Il professore, la cui preparazione era nota, non era molto amato dai suoi studenti.

Furono convocati i genitori degli studenti, il cui (= dei quali) profitto non era sufficiente.

• il quale, la quale, i quali, le quali: si accorda nel genere e nel numero col nome al quale si riferisce. Può svolgere la funzione di soggetto o di complemento indiretto (in questo caso è preceduto da una preposizione articolata):

Esempi:

Si avvisano tutti i viaggiatori, i quali (soggetto) intendano porgere un reclamo, che l’ufficio addetto chiude alle 13.00.

Quel bellissimo albero, sul quale (complemento indiretto) trovavano rifugio tanti uccelli, è stato abbattuto dal fulmine.

Si trova nella funzione di complemento oggetto solo quando dipende da un infinito o da un gerundio che facciano parte della frase relativa:

Es. In un’antica leggenda celtica si racconta di una pietra scolpita dagli dei, vedendo la quale (complemento oggetto) si riacquista la giovinezza.

Nell’uso linguistico attuale il pronome il quale tende ad essere sostituito da che e da cui. Il suo uso è tuttavia opportuno in questi casi:

– quando occorra precisare il numero e il genere per evitare ambiguità.

Es. Ho parlato col fratello di Luisa, che si sta laureando.

Se a laurearsi è Luisa, occorrerà usare la quale; se è suo fratello si userà il quale.

– quando nel periodi vi sono troppi che.

Esempi:

Ho visto il quadro che ha dipinto quel pittore che conosci, che purtroppo è morto così giovane.

Ho visto il quadro che ha dipinto quel pittore che conosci, il quale purtroppo è morto così giovane.

I pronomi relativi hanno alla base i corrispondenti pronomi latini qui, quae, quod. La forma cui deriva dal caso dativo cui dello stesso pronome latino.


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